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Tinchitè

identificazione: tinchitè
sito: ragusa
tipologia: ristorante
committente: privato
superficie: 82 mq
progettisti: valentina giampiccolo_giuseppe minaldi
collaboratori: marco scebba
cronologia: ottobre 2014_marzo 2015
fotografie: emanuela minaldi
Tinchitè è il progetto di un ristorante di cucina tipica siciliana, nel cuore del centro storico di Ragusa.
La richiesta della committenza è un luogo che rappresenti al meglio la loro cucina casalinga.
L’intervento riguarda i bassi di un edificio dell’ottocento, recuperati dopo anni di abbandono e degrado.
Due ambienti stretti e lunghi, posti uno di seguito all’altro e leggermente traslati, connettono internamente le due strade su cui affaccia l’edificio, consentendo allo sguardo una profonda visuale.
La struttura è in muratura portante e i soffitti voltati a botte.
Il programma prevede la realizzazione della cucina e dei servizi, di una sala per la somministrazione, un piccolo bar e una zona degustazione per le consumazioni veloci.
L’obiettivo è creare un luogo semplice ed essenziale.
Lo spazio è liberato dai vecchi controsoffitti e lambris e riportato all’assetto originario: due ampi ambienti rettangolari. Nel primo sono collocati la cucina, il bar e i servizi, nel secondo la sala somministrazione.
L’unica partizione, necessaria a delimitare la cucina, è pensata come un elemento
d’arredo: realizzata in acciaio nero e vetro armato è visivamente staccata dal pavimento e dal soffitto, come fosse un separé.
L’utilizzo del vetro armato recuperato in una vecchia vetreria, ha permesso di avere un giusto equilibrio tra la privacy degli operatori e la trasparenza per i fruitori.
Posta alla sinistra dell’ingresso principale, la parete-separé si sviluppa longitudinalmente alla prima sala definendo e amplificando l’effetto cannocchiale verso l’opposto ingresso.
Diventa inoltre parte integrante dell’infisso, separandolo in due parti: una per l’accesso al locale, l’altra per l’accesso alla cucina.
Opposti alla parete divisoria, due lunghi ripiani realizzati in lamiera di ferro garantiscono un piano d’appoggio per le consumazioni veloci.
In asse con la parete di ferro e separato della larghezza necessaria per l’accesso ai servizi e alla cucina, è collocato il bancone per la mescita e la cassa, realizzato su disegno, in legno laccato grigio e marmo di carrara. Sopra il bancone, una struttura di acciaio nero, accoglie il sistema d’illuminazione, le mensole per le bottiglie e le rastrelliere per i calici.
I servizi per il pubblico si trovano alle spalle del bar.
Utilizzando un unico vecchio infisso di recupero, sono state realizzate la porta di accesso ai servizi per i clienti e con gli scuri, la porta a saloon di accesso alla cucina.
La seconda sala, separata dalla prima da una bucatura con gli stipiti di pietra, accoglie la zona somministrazione con sedie e tavoli per un totale di quaranta posti. Un antico mobile da bottega per il servizio e le lampade lucciola o lanterna di Mario Nanni, rendono protagoniste le pareti grezzamente intonacate e le irregolari bucature riportate alla luce e ripulite.
Gli intonaci a calce, stirati a mano libera, sono stati lasciati del colore naturale dell’inerte locale.
La pavimentazione, un gres porcellanato 20x20 della Mutina, è stesa a tappeto sull’intera superficie, compresi i rivestimenti dei bagni e della cucina.
Dalla seconda sala, un secondo ingresso conduce a un piccolo vicolo con ampie gradonate e tavoli all’aperto.